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emporio circolare

Economia circolare e sostenibilità son parole molto in uso oggi, inflazionate… sembra che tutto sia diventato ‘green’ in pochi giorni… Consumare ciò che si ritiene ‘buono’ non è abbastanza, è necessaria una coscienza più grande che ci ispiri, perché quello che facciamo non riguarda solo noi, le conseguenze delle nostre azioni riguardano tutti. Ad esempio:

  • come trattiamo la nostra terra e i suoi frutti
  • quanto inquiniamo il nostro ambiente
  • che impatto ha quello che mangiamo, facciamo, produciamo sulla vita del pianeta che ci ospita
  • perché accettiamo la violenza, sacrifico e la morte che imponiamo a miliardi di animali 
  • come possiamo migliorare le condizioni non dignitose di vita, lavoro, sociali ed educative della maggior parte dei popoli del pianeta
  • come possiamo prevenire guerre, carestie ed epidemie

Di questi tempi è importante parlarne cominciando dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015-2030 vedi link

Parlesse inizia dal parlare e dall’ascoltare: perché non c’è vita senza comunicazione

Emporio perché è sempre stato il luogo dove per tradizione si poteva trovare il necessario per vivere

Ora più che mai è richiesta maggiore coscienza e sostenibilità nelle scelte di ognuno di noi, non esagerare nei consumi rivalutando le cose semplici senza per questo rinunciare alla comodità della modernità. Per questo la parola chiave è l’economia circolare: #riduci #riusa #ricicla #recupera

Vedi i diversi link a seguire parlamento europeo economia circolare ministero ambiente

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parlesse in piemontese

Perché parlesse (pron.: par’lese), che in lingua piemontese significa parlare, creare una relazione, amoreggiare, s’ispira ad un modo più intimo di comunicare e di condividere la vita – perché il mondo che ci è dato è un tutt’uno, ed è solo quando viviamo in questo concetto di uno, e quindi di grande comunità, che facciamo il bene per gli altri, perché quello è anche il nostro bene e viceversa… noi parliamo, costruiamo e agiamo per un mondo migliore, che evolve nel progresso della modernità, ma solo con quel tipico garbo e l’intelligenza della tradizione, quel rispetto per la natura, per la terra e tutte le sue manifestazioni, cosicché si possa ancora provare a renderlo migliore e si sia degni del suo rispetto… è la nostra prima casa, e tutti, nessuno escluso, la dobbiamo costruire e mantenere nel rispetto del pianeta, così come ci è stato tramandato…

A seguire ringraziamo e citiamo, con uno stralcio da un suo articolo, Paolo Tibaldi attore e artista, studioso della lingua piemontese, le cui parole, apparse sulla Gazzetta di Alba ci hanno ispirato sin dall’inizio.

Parlesse: Parlarsi, esser fidanzati, amoreggiare, tentare un accordo

Verbo nella forma riflessiva: parlesse.

Le persone parlano per realizzare i desideri, per formulare pensieri, proteggere, consolare, raccontare, giocare, mangiare; parlano per tirare avanti. Si parla per fronteggiare problemi e risolverli, per ribellarsi e piangere, per stringere i denti, prendersi cura, lavorare, per emozionarsi. Si parla per insistere, per resistere, per esistere. Ma soprattutto si parla perché ci si vuol bene, perché si ama.

È proprio nei momenti di estremo sentimento (rabbia, amore, vendetta, tenerezza, compassione) in cui si pronuncia un qualche termine piemontese perché ‘rende meglio il concetto’. Più o meno funziona così in quasi tutte le lingue al mondo.

In Piemonte, invece, non basta: se due individui innamorati si frequentano e si vedono con un certo entusiasmo sentimentale, si dice che ës parlo, si parlano.

Ecco dunque che si manifesta un verbo estremamente pudico ed aggraziato per raccontare di due persone che intraprendono una relazione, altrettanto pura. Quando si dice: sti là son già doi agn ch’ës parlo, non significa che parlano ininterrottamente da 730 giorni, ma sono due fidanzati che stanno insieme da due anni.

Quando i due fidanzati sono novelli e nessuno sa del loro amore, si dice che son ‘n camìn a parlesse nt’ ȓ’orìje, letteralmente ‘si parlano nelle orecchie’, proprio a significare la loro comunicazione fatta di teneri sussurri; se quelle parole venissero pronunciate ad alta voce, c’è rischio che se le porti via il vento.

Parlesse, dunque, significa amare. Parlesse è un inno all’amore. La lingua piemontese, ora lo sappiamo, ne è degna testimone.

A conclusione un ulteriore piacevole contributo di Paolo Tibaldi: AMEMANERA concerto con la partecipazione di Paolo Tibaldi, Castelnuovo Calcea (AT), 24 Luglio 2020.